Smile

Antologia

Attenzione! Il seguente materiale è depositato alla SIAE e coperto da copyright. Ne è severamente vietato ogni riutilizzo indebito anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore. [L. 22.04.1941/n. 633]

 

A chinese lion statueINDICE. Poesie da Giuseppe Cappello, Le danze dell'anima, Aletti Editore 2006

Poesie da Giuseppe Cappello, Il canto del tempo, Aletti Editore 2010

Poesie da Giuseppe Cappello, Il gioco del cosmo , Aletti Editore 2011 

NEW Giuseppe Cappello, Il Capitano, pubblicata nell'antologia poetica della Rivista Orizzonti (giugno 2011);

dedicata a Francesco Totti e seguita da un suo ringraziamento autografo NEW

 

 

ENGLISH VERSION. Poetries from Giuseppe Cappello, The Dances of Soul, Aletti Editore 2006 

NEW Poetries from Giuseppe Cappello, The Time's Song, Aletti Editore 2010 NEW

 

 

Poesie da Giuseppe Cappello, Il gioco del cosmo , Aletti Editore 2011

IL GIOCO DEL COSMO

Dal punto si squaderna la materia  lungo la via della luce
In pieghe e contropieghe
E contropieghe e pieghe
Innumerevoli
Nel gioco esponenziale della compulsione
Dappertutto
Dritti e rovesci della generazione
Lungo la via della luce
Gli arabeschi polimorfi della materia
Innumerevoli
Nel gioco esponenziale della tessitura
Fino alle pareti della conflagrazione
Di nuovo nel punto
E dal punto ancora
Il dado scorre fra l’uno e il due nel gioco cosmico dell’eternità

L'INNO ALLA GIOIA DEL DOMANI

Ogni volta sulla pelle le scorre la lezione
E scende nelle carni dove incontra il regno dell’inquieto
Le rivoluzioni esistenziali dell’adolescenza
Giorni in cui è guerra ogni ricerca della pace
E la rosa della primavera si colora del bianco ghiaccio della neve
Si incurvano le esclamazioni dell’infanzia
E il punto di domanda è l’arco dello strale
S’interrogano i dì con il sapere del passato
S’interrogano nel rogo di Eraclito
Discorde armonia per le risposte della lira
Note su cui s’intona l’inno alla gioia del domani

 

OSTETRICI COREUTICI

Di fronte una giovane chora
Magmatica
Primordiali pulsazioni del paradigma e della retta
Dell’atomo e dell’idea
Si scioglie la parola
Del paradigma e della retta
Dell’atomo e dell’idea
L’incandescenza trova la via del cosmo
Nel paradigma e nella retta
Nell’atomo e nell’idea
Di fronte all’ostetricia i passi coreutici del cristallo
E intanto due colleghi sono diventati amici

IL RESPIRO COSMICO DELL'AMICIZIA

Intorno al fuoco centrale le nostre rivoluzioni
Ognuno con la sua e altra rotazione
Si muovono le mani nel passo dell’aracnide
E tesse la sua tela lo spiderman del web
Su ogni punto si stringe la confutazione
E inchioda il contrappunto fra le maglie del diritto
In punta dei piedi sul limite della vita
Nella chimica di un sogno d’Asclepio sottrae un respiro ad Ade
Uno sguardo ai panni della primavera d’Arno
E dona alle parole l’abito per l’inverno del Tamigi
Infonde  alle parole il ritmo del decollo
Nell’etere una storia in cui ognuno legge i propri giorni
Sgrana il rosario nel monastero del concetto
Tutte più utili ma superiore a ognuna la preghiera del puro essere
Sul brigantino del pensiero lungo i mari della generazione
Nella pagina della selezione la vela della scienza
Fra i banchi il sudore maieutico di un ostetrico del pensiero
Dal lavoro su una giovane chora la meraviglia eidetica delle korai
Ognuno a sciogliere la contrazione dell’astro del no
Ognuno con la sua e altra rotazione
Negli effluvi del vento solare il respiro cosmico dell’amicizia

Poesie da Giuseppe Cappello, Il canto del tempo, Aletti Editore 2010

 

LA DANZA DEI CRISTALLI

Su di un volto abitava il dio
Inseguendo il bagliore dell’iride risalì poi fino alle sorgenti dell’anima
Lì dove l’intelligenza intesse il soffio vitale delle geometrie del discorso
Lo ascoltai, il dio, fra i toni di una voce
Fino a inseguire il suo volto nei lineamenti delle cicatrici dello spirito
Ora dimora nella classe il dio
Lì dove fende l’aria il fascio della luce del mattino
Fra i banchi e la cattedra
Fra i banchi e la cattedra si incontrano voci, movenze e sguardi
Danza di cristalli fra i cristalli
Del concetto che rapisce i cuori che battono nel ritmo degli IPod
Della pulsazione della fanciullezza nel concetto
Dell’attenzione a una prima timida parola
Della fiducia che si schiude nelle inquietudini dell’ultima fila
Della penna del primo banco che incide il quaderno per non perdere niente
Della riflessione con l’ironia
Danza delle idee con le menti nei vortici del pulviscolo della luce del mattino 
Scintilla di una lunga convivenza in cui nasce la letizia
Nutrimento delle anime con il sapore dell’eterno

IL RITO DELL'ESSERE

Porto loro il concetto
Con il sorriso e il mio slang
Con il sangue che si fa caldo
E la geometria
Il bisturi è attento fra le maglie dell’essere
Mi portano i loro sguardi
Iridescenze germinali del pensiero
Il loro tempo
Con il sorriso e il gergo della primavera
Con il sangue caldo
E il disordine
S’inverano l’un l’altro il tempo col concetto
S’inverano i nostri i giorni
Una danza tribale è il rito dell’essere

I CROMATISMI DEL TYNE

Il ferro dei binari inchioda il grigio uggioso del cielo sulla città del Tyne
Il sibilio arrugginito degli scambi
Stridono i freni sugli ultimi metri della corsa
Scendono con gli strusci neri del carbone sulle guance
La cipria della fatica sul volto dei minatori
Lentamente avvolge le strade la scura cosmesi della notte
Nel locale, fra il fumo, le birre e lo slang, 
una voce e il ferro delle quattro corde
Inchiodano la notte alle leggi del cielo
Armonie che tessono le danze dei pianeti nel firmamento
Nelle carni delle nebbie e del carbone, del ferro e della pioggia,
scorre fra le anime il bagliore del blues

LA GAIA DANZA DEI DI'

Le Muse hanno lasciato i loro scranni ai giorni
E i fiumi di ambrosia i loro corsi all’acqua
Umida terra si è fatta la dorata sabbia
Mentre i raggi del sole si combattono nella lotta del fuoco
Non più un’idea l’anima ma vibrazione dell’aria
Le diafane dee dell’Olimpo dipingono il loro grigio su grigio
E la gaia danza dei dì i cromatismi di un ulivo sabino
Vita lieve e forte del mio angelo custode

 

Poesie da Giuseppe Cappello, Le danze dell'anima, Aletti Editore 2006

LA DANZA DELL'INTIMITA'

D’improvviso l’intimità disegna la sua figura su una notte d’agosto

Un biondo mistero trasuda dai castani chiaroscuri del suo velo

Nasce la sua voce lì dove l’aratro fende la terra
Dalla umida terra esala il suo odore
Gli occhi di una fauna ramata abiti di uno spirito d’altopiano
Fra i suoi capelli i colpi di sole per le sciabole della nostra stella

Un biondo mistero trasuda dai castani chiaroscuri del suo velo

Non per gli occhi il bagliore che la percorre
Non la ascolti la melodia che la sua vita tesse

Sotterranea si sfila la metafisica nella danza dell’intimità

SU MILLE VOLTI IN INVERNO

Su mille volti in inverno ho costruito la mia casa,
fragili fondamenta le sue fra le vostre anime

Nella notte la luce della luna,
straziante eredità di un crepuscolo sofferto,
speranza vitale di una nuova aurora

LE IRIDESCENZE DELL’ANIMA

Bellezza,
l’ho vista fiorire su di un volto
Intelligenza,
l’ho ascoltata incastonata in un discorso
Carità,
ho fatto il bagno nell’inquietudine di una storia
Bellezza, Intelligenza, Carità
Le iridescenze invece della mia anima
Senza di essa grigio il vostro volto
Grigia la vostra intelligenza
Grigia la vostra storia

FANCIULLO DELL’ACROPOLI

Fanciullo dell’Acropoli mi inviò il dio nell’agorà

Parole, gesti e fatti che dovevo conoscere
Ho rischiato di impararli

Il compito dello sguardo agli abiti del mercato
Ho rischiato di indossarli

La paura di mostrarsi nudi a chi non vede il manto del tempio
Sulla mia pelle il freddo
Brividi a segnare il mio corpo dei caratteri della bestemmia
Le metastasi a minacciare l’anima

Ma la dea ascoltava la sinfonia dei miei canti sull’Acropoli

Lì dove Sensibilità, Intelligenza e Amore scandiscono il suono delle preghiere

Fu l’incontro degli sguardi con la sua fanciulla nella piazza
Negli occhi si specchiavano vicendevolmente i manti
Rifilavano per le carezze i panneggi sui nostri corpi

Il calore dei primi passi a risalire la via Panatenea

 
 

Giuseppe Cappello, Il Capitano, dedicata a Francesco Totti, pubblicata sul n° 39 della rivista Orizzonti (giugno 2011) a pag. 77

Con il ringraziamento autografo di Francesco Totti (a Giuseppe Cappello grazie per la poesia Francesco Totti )

 

ENGLISH VERSION

THE DANCE OF INTIMACY

Suddenly intimacy draws her shape on a night of August

A blond mistery transudes from the brown lights and shades of her veil

Her voice rises where the plough cut through the soil
Her smell gives off from the damp land
The eyes of the fawn habit of an upland spirit 
Through her hair the touches of sun for the sabres of our star

A blond mistery transudes from the brown lights and shades of her veil

Not for the eyes the gleam that runs through her
You cannot hear the melody which her life weaves

Metaphysics undergroundly unwinds in the dance of intimacy

ON THOUSAND FACES  IN WINTER

On thousand faces in winter I built my home
Its fragile foundations among your souls

At night the moonlight
Harrowing heritage of a suffering twilight
Vital hope of a new dawn

IRIDESCENCES OF SOUL
 
Beauty,
I saw it blooming on a face
Intelligence,
I heard it set in a speech
Charity,
I had a bath in the restlessness of a story
Beauty, Intelligence, Charity
The iridescences instead of my soul
Grey your faces without it
Grey your intelligence
Grey your story too

CHILD OF THE ACROPOLYS

Child of the acropolis the god sent me to the agorà

Words, gestures and facts that I had to know
I risked to learn them

The task of the look to the habits of the market
I risked to wear them

The fear to show myself naked to whom doesn’t see the mantle of the temple 
The cold on my skin
Shudders to sign my body of the characters of oath 
Metastasis to menace the soul

But the god listened the symphony of my chants on the Acropolis

There where sensibility, intelligence and love scan the sound of the prayers

It was the meeting of the glances with the girl in the square
The mantles were mutually reflected in the eyes
The draperies respun on our bodies for the endearments

The warmth of the first steps to climb up the Panathenaic Way

 
***

THE DANCE OF THE CRYSTALS

The god lived on a face
Pursuing the gleam of the iris then he ascended to the sources of soul
There where the intelligence interweaves the vital breath with the geometries of the speech
I listened to him, the god, among the tones of a voice
As far as I pursued his face in the features of the scars of the spirit
Now the god takes abode in the classroom
There where the air cleaves the beam of the morning
Between the desks and the teacher’s desk
Between the desks and the teacher’s desk, voices, movements and glances meet 
Dance of crystals among crystals
Of the concept which ravishes the hearts that beat in the rhythm of the iPod
Of the pulsation of childhood in the concept
Of the attention to a first shy word
Of the confidence which opens in the restlessness of the last line
Of the pen of the first desk which engraves the note-book to lose nothing
Of the reflection with the irony 
Of the minds and the ideas in the vortexes of the fine dust of the morning light
Spark of a long living together from which joy sprouts 
Feeding of the souls with the taste of the Eternal 

THE RITE OF THE BEING

I bring them the concept
With my smile and my slang
With my blood which warms up
And the geometry
The bistoury is alert among the stitches of the being
They bring me their glances
Germinal iridescences of the thought
Their age
With their smile and the springslang
With their warm blood
And their disorder
The time and the concept become truth one in the other
Our days become truth
A tribal dance is the rite of the being

THE CHROMATISMS OF TYNE

The iron of the rails nails the gloomy grey of the sky to the town of Tyne
The rusted hissing of the points
The brakes creak on the last mile of the run
They get off with the black marks of the coal on their cheeks
The powder of the toil on the miners’ faces
The dark cosmetics of the night slowly wraps up the streets
In the pub, among the smoke, the beers and the slang,
a voice and the iron of the four strings
They nail the night to the laws of the sky
Harmonies which weave the dances of the planets in the firmament
In the fleshes of the mists and the coal, of the iron and the rain,
the gleam of the blues runs through the souls

THE GEAN DANCE OF THE DAYS

The Muses left their benches to the days
And the rivers of ambrosia their courses to the water
Humid earth is become the golden sand
While the rays of the sun fight each other in the struggle of the fire 
No more an idea the soul but vibration of the air
The diaphanous goddesses of the Olympus paint their grey on the grey
And the chromatisms of a Sabine tree the Gean dance of the days
Light and strong life of my guardian angel