Recensione sulla rivista Polimnia a Le danze de l’anima
“una poesia per molti versi metafisica, libera però da compiacenze intellettualistiche”
E’ un esile libro Le danze dell’anima, raccolta di trenta brevi liriche del giovane poeta Giuseppe Cappello, ma esile non è l’ispirazione che ne anima la confessione, la testimonianza, il ritmo ora piano ora travolgente, l’onda dei sentimenti trasfigurati nella perspicuità delle impressioni e delle immagini. La sua è una poesia per molti versi metafisica, libera però da compiacenze intellettualistiche ed erudite; pertanto il logos poetico non s’inaridisce in una scepsi filosofica o in formule astratte, ma si articola in metafore incastonate nella fluente materia del verso teso a inseguire la sfinge dell’esistere e la primordiale fonte del conoscere. Quando poi dall’una e dall’altra si diradano le dense nubi di un pensiero inquieto, la parola diventa immagine e l’evento effimero un paradigma esistenziale.
Recensione del Professor Gabriele Di Giammarino, «Polimnia», IV (2008), 13, pp. 96-97













