Giuseppe Cappello

Main Menu

  • Home
  • Biografia
  • Pubblicazioni
  • Poesie
  • Riconoscimenti
  • Res Publica
  • Filosofia
  • Musica

logo

Giuseppe Cappello

  • Home
  • Biografia
  • Pubblicazioni
  • Poesie
  • Riconoscimenti
  • Res Publica
  • Filosofia
  • Musica
  • Nuova Pubblicazione. Cosmopoliteia

  • Convegno sull’utopia Senato della Repubblica

  • Il mondo dei filosofi

  • Eventi Filosofia Poesia Musica

  • DAI GRECI AI POLICE. NUOVA EDIZIONE

Res Publica
Home›Res Publica›Il nuovo fiore del partigiano

Il nuovo fiore del partigiano

By admin
aprile 25, 2019
2149
0
Share:
(pubblicato su il Fatto Quotidiano del 26/04/2019)
Scriveva Fichte che «essere liberi è niente, divenirlo è cosa celeste». E’ quanto probabilmente pensavano con le loro menti e ancora prima sentivano nei loro cuori coloro che nel buio ventennio del fascismo non smarrirono la coscienza della libertà e della giustizia e in esse coltivarono il fiore del partigiano; coloro che hanno prima testimoniato che l’italiano non poteva mai essere risolto e identificato con il fascista e poi hanno costruito la nostra democrazia. Bella ma, a leggere la storia italiana dal 1978 in poi, anche fragile; dal 1978 in poi sempre più fragile. Scarnificata innanzitutto di ogni ideale. O meglio, sconsacrata, con la crisi degli anni Ottanta e l’avvento dell’edonismo berlusconiano, all’idea che la persona non fosse altro che un salvadanaio; all’idea che più fosse il denaro che in essa risuonasse, cadendo magari da una mano sempre meno pulita, e più essa valesse. E, ancora peggio, più essa potesse essere felice. E’ questo il male che si è diffuso sempre di più nel cuore e nelle menti incoscienti di molti italiani. E che, ahinoi, un’intera società sta trasmettendo in maniera sempre più totalizzante e totalitaria ai suoi giovani. Fino allo stadio terminale del pensiero che l’essere liberi possa risolversi nell’essere ricchi. Che l’essere possa risolversi nell’avere. In un avere sempre più privato e, più specificamente, monadistico. Ovvero senza finestre nei confronti dell’altro. Viviamo rinchiusi sempre di più nelle nostre case e ognuno poi ancora nella sua camera. Con l’illusione che le finestre possano essere quelle di Windows; che il cielo possa essere quello di Sky. E che la relazione possa passare attraverso i click dei nostri mouse. Così in questa privatizzazione continua delle nostre esistenze, nella loro sempre più psicotica monadizzazione, è chiaro che si smarrisca la consapevolezza di ciò che è pubblico; della res pubblica che hanno costruito col sacrificio quelli che ormai sono i nostri antenati. La res pubblica della libertà e dello stare insieme; meglio, della libertà nello stare insieme. E’ questo oggi il fiore della libertà di cui innanzitutto dovremmo almeno avere coscienza; e poi cercare di coltivare. Nel segno di una lieve variazione sull’adagio fichtiano per cui dovremmo tenere bene a mente che «essere liberi è niente, rimanerlo è cosa celeste». E che a fronte di questa nuova resistenza c’è solo monarchismo che monta su mon@dismo.
Previous Article

Notre Dame de l’Europe

Next Article

Il verbo e il suono su un ...

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

admin

Related articles More from author

  • Waters
    Res Publica

    La nuova domanda oracolare di Roger Waters

    giugno 4, 2017
    By admin
  • Res Publica

    Scuola: unica riforma la cultura

    giugno 12, 2008
    By admin
  • Res Publica

    Il Leoncavaliere

    maggio 24, 2011
    By admin
  • Res Publica

    Sinistra. Una piccola grande utopia per la rinascita

    febbraio 28, 2018
    By admin
  • Res Publica

    L’eclissi della parola e lo smalto di Josefa

    luglio 26, 2018
    By admin
  • Res Publica

    L’Italia spiegata (e invocata) ai sovranisti

    giugno 7, 2018
    By admin

You might be interested

  • Res Publica

    Il Leoncavaliere

  • Res Publica

    Calcio e letteratura civile

  • Res Publica

    Non chiamateci non credenti

Seguimi su Facebook

Articoli recenti

  • Nuova Pubblicazione. Cosmopoliteia
  • Convegno sull’utopia Senato della Repubblica
  • Il mondo dei filosofi
  • Eventi Filosofia Poesia Musica
  • DAI GRECI AI POLICE. NUOVA EDIZIONE

Chi è Giuseppe Cappello

Giuseppe Cappello è nato a Roma nel 1969.

Dopo gli studi classici si è laureato in Filosofia presso l’Università di Roma «La Sapienza».
Insegna filosofia e storia al Liceo.

Ha pubblicato diverse sillogie di poesia: "Le danze dell’anima" , "Il canto del tempo", "Il gioco del cosmo", "Scuola", "Dì d’infinito" e "Vita nuova".

Autore del libro "Viaggio in Grecia" e ultimamente anche di un CD musicale dal titolo "Days of Infinity".

Contatti

  • Via Comano 2, 00139 Roma
  • info@giuseppecappello.it
  • Recent

  • Popular

  • Nuova Pubblicazione. Cosmopoliteia

    By admin
    novembre 29, 2025
  • Convegno sull’utopia Senato della Repubblica

    By admin
    novembre 20, 2024
  • Il mondo dei filosofi

    By admin
    maggio 18, 2022
  • Eventi Filosofia Poesia Musica

    By admin
    maggio 2, 2022
  • Nuova Pubblicazione. Cosmopoliteia

    By admin
    novembre 29, 2025
  • Nota di Giorgio Bàrberi Squarotti a Le danze dell'anima

    By admin
    agosto 24, 2006
  • L'enciclica e i Greci

    By admin
    settembre 19, 2006
  • La teoresi di Ratisbona

    By admin
    ottobre 20, 2006

Ultime foto da Instagram

Contatti Social

Visitatori

Privacy Policy | Cookie Policy
Realizzato da Daniele Simbula.