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Home›Res Publica›Monti e il monito di Socrate

Monti e il monito di Socrate

By admin
gennaio 15, 2013
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(pubblicato su il Fatto Quotidiano del 15/01/2013 e l’Unità del 16/01/2013)

Stiamo alla lettera di ciò che, a nostro avviso ideologicamente, sostiene Monti; vale a dire che le categorie politiche della sinistra e della destra siano categorie superate. Ciò sottintende, di fatto, che sia superato qualsiasi rapporto della politica con l’economia; sia che tale rapporto si costituisca nei termini di una certa razionalizzazione politica dell’economia e della finanza sia che la politica si risolva completamente nel ridurre quanto più possibile il rapporto dello stato con l’economia e con la finanza. In questo senso gli stessi termini di socialismo e liberismo, al secolo, se vogliamo, di socialdemocrazia e di neoliberismo, si svuoterebbero completamente di senso. Quali involucri vuoti si muoverebbero di fronte a Monti i suoi colleghi delle cancellerie europee; un involucro privo di senso rimarrebbe la più alta delle conquiste umane, la democrazia. Uomini e pensieri degli uomini, insomma, tutti risucchiati in quel robotico cosmo in cui l’unica pallida sembianza antropomorfa rimarrebbe la “mano invisibile” di Adam Smith; di cui Monti sarebbe rimasto l’unico sacerdote fedele e anzi il profeta del nuovo millennio. Bene, di fronte a questo spettrale deismo economico-finanziario riteniamo di dover ricordare a Monti, al di là di ogni destra e di ogni sinistra, le parole di Socrate al giovane Simmia, così come le ha pensate Platone nel  Menone: “O caro Simmia, sta bene attento che l’unica moneta autentica, quella con la quale si devono scambiare tutte le cose, non sia piuttosto l’intelligenza, e che solo ciò che si compra e si vende a prezzo di intelligenza e con l’intelligenza sia veramente coraggio, temperanza e giustizia e che, insomma, la virtù sia solo quella accompagnata dall’intelligenza”. E’ un passo che parlando di ciò che si vende e ciò che si compra, cerchiamo di stare più in tono possibile con l’orecchio di Monti, richiama gli individui di ogni tempo a tenere sempre ben presente che è l’intelligenza dell’uomo, dai tempi dell’antica dracma a quelli del dollaro e dell’euro, l’unica moneta in cui tutto si autentica. 

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Chi è Giuseppe Cappello

Giuseppe Cappello è nato a Roma nel 1969.

Dopo gli studi classici si è laureato in Filosofia presso l’Università di Roma «La Sapienza».
Insegna filosofia e storia al Liceo.

Ha pubblicato diverse sillogie di poesia: "Le danze dell’anima" , "Il canto del tempo", "Il gioco del cosmo", "Scuola", "Dì d’infinito" e "Vita nuova".

Autore del libro "Viaggio in Grecia" e ultimamente anche di un CD musicale dal titolo "Days of Infinity".

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