L’ultimo canto di Pino
(pubblicato su la Stampa del 7/01/2015)
La mattina del 5 gennaio, dopo che la sera precedente mi ero addormentato sul divano ascoltando una sua canzone (avevo bisogno di sentirne alcune parole), mi sono risvegliato e ho saputo. Sono rimasto senza parole. Una confusione tra i primi momenti del risveglio e l’incredulità. La prima luce della coscienza è stata quella di un pensiero quando su wikipedia ho letto il luogo della morte di Pino: Magliano in Toscana. E ho detto: no! Pino, sebbene la sua casa sia stata il mondo (è l’unico musicista italiano che possa stare e che è stato insieme ai grandissimi del rock e del jazz internazionale), non può morire a Magliano in Toscana. Stona. Quindi ho saputo della questione dell’ambulanza e della corsa a Roma. Certo, avrà pensato anche al tuo medico di fiducia, ma io credo che ogni uomo percepisca il momento in cui sta per andarsene e lui, forse nell’abisso della coscienza, ha trovato ancora le sue note (quelle fra il jazz e il rock del magnifico Vai mo) che hanno scritto con la musica quello che è l’ultimo desiderio di ogni uomo … Puorteme a casa mia … che se non poteva essere più Napoli poteva essere solo Roma, sua gemella “tra l’inferno e il cielo” … Pino non stona…












