Tiritere trite e ritrite
(pubblicato sul ”il Riformista” online del 16/2/2009)
Caro direttore,
ritengo strano che il laico Pansa, che dà del liceale ignorante a Violante, continui con queste sue tiritere trite e ritrite sulla Resistenza senza pensare magari per un attimo a Machiavelli, “quel grande/che temprando lo scettro a’ regnatori/gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela/di che lagrime grondi e di che sangue”. La politica, anche quella che ha fatto guadagnare diritti e libertà a milioni di persone, non può sottrarsi alla legge delle ”lagrime e del sangue”. Scriveva anche, più vicino a noi, Guido Calogero: “La politica autentica, esattamente come la morale autentica, non è mai né meretricia né ascetica; o, se si vuole, è a un tempo tanto meretricia quanto ascetica, tanto piegata al lavoro sulle bassure della terra quanto intenta a farne sorgere piante che s’innalzino al cielo. […] E soprattutto disdegna tanto i vacui universalisti, che preoccupandosi di ognuno non non lavorano per nessuno, quanto gli egoisti larvati che – affettando nausea per la politica e per i necessari suoi contatti con la graveolente umanità – nascondono, dietro la maschera della cura del proprio spirito, il povero volto dell’indifferenza morale”. Sono parole su cui dovrebbe meditare tanto il neoliberale Pansa quanto lo stesso Violante con l’intero gruppo dirigente della sinistra italiana che, condannando quello che c’è da condannare, non si dovrebbe fare tirare dentro una spirale revisionistica che sta per finire nel coinvolgere e travolgere la stessa Costituzione.










